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Come effettuare il rinnovo della cessione del quinto dello stipendio

La realtà lavorativa di oggi si presenta come difficile, per non dire complicata. Oggigiorno il mondo del lavoro è diventato come una giungla e avere la meglio vuol dire lottare con le unghie e con i denti per potersi affermare, per poter emergere con le proprie capacità, ma non sempre tutto ciò basta.

A volte bisogna avere anche un po’ di fortuna, avere quella spinta giusta verso cui andare e che tutto giri alla perfezione con i rispettivi ingranaggi all’interno di una ruota esistenziale.

Essere lavoratore è difficile di questi tempi, ma esserlo con tutti i privilegi e le possibilità del caso lo è ancora di più. Per questo non tutti possono accedere alla cessione del quinto dello stipendio.

Altro non è che la procedura attraverso cui un lavoratore ottiene un prestito tramite la trattenuta di parte dello stipendio o di una pensione. Tale trattenuta non può andare oltre 1/5 del reddito percepito.

Ma ovviamente per accedere a ciò bisogna avere uno stipendio mensile fisso e una busta paga che possa attestare lo stesso. Per chi avesse intenzione di mettere in atto un rinnovo, possiamo dirvi che è possibile farlo. La procedura per rinnovare la cessione del quinto dello stipendio è relativamente semplice; ti basterà seguire questa guida per capire cosa devi fare e cosa ti serve per rinnovare questo prestito.

Rinnovo cessione quinto dello stipendio: ecco come fare

Il rinnovo cessione del quinto dello stipendio può essere messa in atto, innanzitutto, da coloro che hanno già un finanziamento in essere, come possono essere dipendenti pubblici, privati, statali, pensionati INPS, etc.

Da questo punto di vista il rinnovo avviene solo ed esclusivamente se l’importo versato corrisponda ad almeno il 40% del debito. Per coloro che hanno sottoscritto un contratto di almeno 120 mesi, si può rinnovare dopo i 4 anni di trattenuta. 

Per un contratto pari a 60 mesi si può derogare dalla condizione precedente e rinnovare anche al di fuori del 40% di importo saldato, ma in questo caso il rinnovo deve avvenire per almeno 10 anni.

Il rinnovo può non essere conveniente sotto certi punti di vista e può esserlo sotto altri. Tendenzialmente, se si ha anticipato buona parte del debito, allora può convenire rinnovare.

Inoltre, non c’è alcun obbligo di sottoscrivere un rinnovo con la stessa società finanziaria che vi ha accompagnato originariamente. Si può anche cambiare nella fattispecie e cercarne un’altra che dia la stessa possibilità, secondo quanto stabilito dalla normativa in essere.

Menzioniamo l’opzione del doppio quinto per trattenere una parte ancora più cospicua del proprio stipendio. In questo caso si stipula una convenzione tra datore di lavoro ed ente erogatore con prestito a tasso fisso e rate che non variano per un periodo compreso tra i 24 e i 120 mesi.

L’assicurazione stipulata nell’ambito della cessione del quinto prevede la possibilità per il richiedente di estinguere anticipatamente il contratto, previo pagamento di una penale che generalmente non supera l’1% del debito totale.

Altri esempi pratici: si può rinnovare un contratto di 72 mesi dopo almeno 29 rate pagate, uno di 84 dopo 34 rate, uno di 96 dopo 39 e così via. Le esigenze di liquidità ad un certo punto si fanno sentire e obbligano quasi a chiedere un allungamento ulteriore, stando ben attenti ai costi derivanti dal passaggio dal vecchio prestito ad uno nuovo erogato. 

Avete diritto anche ad un rimborso dei costi sostenuti in precedenza secondo quanto previsto dal contratto. Sempre meglio informarsi con la finanziaria di turno in questo senso per chiarire ancora meglio le modalità di rimborso e come richiederlo. 

Spese di istruttoria e costo di gestione della pratica in allegato non sono rimborsabili. Richiedere in maniera preventiva il conteggio estintivo è cosa buona e giusta, decisamente saggia. 

Naturalmente ogni finanziaria presenta tassi e commissioni che possono variare tra loro e quindi si può fare anche un raffronto in questo senso per capire quanto incide il calcolo del rinnovo cessione quinto stipendio in relazione al proprio tornaconto. 

Ultima informazione, ma non meno importante, riguarda la documentazione necessaria per richiedere il rinnovo per la cessione del quinto: bisogna munirsi di busta paga e Cud e di un documento per calcolare debito residuo e saldo eventuale derivante da nuovo prestito. Presentare anche certificato di stipendio per richiedere un preventivo.

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Cessione del quinto dello stipendio, la guida step by step per ottenere questo prestito

Prima di richiedere la cessione del quinto dello stipendio è bene informarsi su quali documenti sono necessari, avere un’idea di quanto di andrà a pagare per quanto riguarda la rata e le tempistiche di erogazione della cessione del quinto.

Non sai di cosa stiamo parlando? Benissimo, allora faremo anche un piccolo paragrafo introduttivo proprio per comprendere al meglio questa importante opportunità di finanziamento che puoi avere.

Che cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è una formula di prestito in cui il saldo della rata corrisponde al 20% del tuo stipendio. In realtà, pur non stando qui ovviamente a tediarti con i calcoli matematici per darti l’esatto importo (perché nel conteggio finale contano anche la tredicesima e l’eventuale quattordicesima), il quinto dello stipendio è un arrotondamento anche se grosso modo siamo su quella cifra.

La cessione del quinto è una formula che avvantaggia un po’ tutti: per l’ente creditore che avrà la certezza matematica che la rata verrà saldata perché è a monte, quindi direttamente in busta paga, che tu paghi il debito. Per il lavoratore che non avrà altri pensieri poiché potrà basarsi direttamente sullo stipendio decurtato, appunto, dell’20%.

Non tutti, però, possono richiederlo ma ci sono dei requisiti, anche abbastanza stringenti.

Chi può richiederlo

Il primo requisito per richiedere la cessione del quinto è avere una busta paga. Quindi, sono esenti da un lato i liberi professionisti e, dall’altro, anche i disoccupati. E i lavoratori precari? Nemmeno loro possono accedere.

Il secondo requisito è, infatti, avere un contratto a tempo indeterminato. Ciò, quindi, taglia fuori tutti quei lavoratori che hanno un contratto a termine e, quindi, nel caso, si vedrebbero tranquillamente rifiutare la loro richiesta.

Ma, a ciò, va aggiungersi un terzo requisito, ancora più stringente: il contratto di lavoro a tempo indeterminato deve essere presso la Pubblica Amministrazione. Il motivo? Lo abbiamo con la pandemia. Anche se hai un contratto di lavoro vecchio stampo presso una multinazionale (quindi con tutti i diritti annessi), puoi rischiare da un momento all’altro di perdere il posto di lavoro.

E, magari, andare in cassa integrazione, entrando nel vortice della burocrazia che non ti permette più di avere un futuro, se non roseo, quantomeno sereno. Con la cassa Integrazione che non arriva, infatti, puoi avere delle difficoltà nelle spese ordinarie, figuriamoci in quelle straordinarie.

Invece, il contratto a tempo indeterminato presso la Pubblica Amministrazione è ‘fisso’. È il classico lavoro dove praticamente nessuno ti potrà cacciare, a meno che tu non faccia qualcosa di grave. A fine mese il tuo stipendio lo hai comunque, e questa è una grossa garanzia per le banche che, quindi, sono ben propensi a offrire la cessione del quinto a questa tipologia di lavoratori.

Quali documenti bisogna consegnare

Sei un lavoratore dipendente della Pubblica Amministrazione? Allora puoi leggere questo paragrafo, che riguarda praticamente i documenti da consegnare. Ovviamente, non può mancare la carta di identità regolarmente in corso, allegando al tutto ovviamente anche il codice fiscale.

A parte ciò, dovrai ovviamente portare con te almeno due buste paga degli ultimi due mesi dal momento della richiesta di prestito e il contratto di lavoro che hai stipulato presso la pubblica amministrazione.

Senza dimenticare che da un lato tu dovrai firmare la delega al datore di lavoro che dovrà decurtarti il 20% dello stipendio e la banca farà la dovuta richiesta al datore di lavoro.

Leggermente diverso il discorso se sei un pensionato. Fermo restando che c’è un limite d’età – di solito massimo 75 anni – al posto della busta paga dovrai portare il cedolino della pensione.

Sì, perché anche la pensione rientra tra quei redditi ‘fissi’ ogni mese che sono compresi nella cessione del quinto.

Un’opportunità, per chi può, assolutamente da non perdere. Anche perché i tassi di interesse sono nettamente più bassi rispetto a quelli delle altre forme di finanziamento. Perché perdere l’occasione? 

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Cessione del quinto INPS: tutto quello che devi sapere

La cessione del prestito INPS è una delle modalità più in voga, ovviamente per chi ne ha diritto. Questo perché genera una certa sicurezza sia tra chi eroga il credito, sia tra chi lo riceve. Un po’ come per la cessione del quinto per i dipendenti, destinata in particolare ai lavoratori statali, che praticamente hanno il posto fisso.

E, in un certo, senso, di posto fisso si tratta anche in questo caso, poiché a essere impegnata è la fatidica pensione. Quel trattamento che, al momento, i giovani possono dimenticare e che sta diventando sempre più un lusso. La pensione, infatti, è praticamente un qualcosa di certo che nessuno potrà toglierti, se non la vita stessa o, cosa ai limiti dell’inverosimile, il fallimento dell’INPS.

Al di là di questi scenari apocalittici, scopriamo che cos’è la cessione del quinto INPS. In pratica si tratta di un prestito a condizioni molto agevolate, proprio perché viene dato…dall’ente che ti dà la pensione. 

Cos’è la cessione del quinto INPS

Di recente, anche urbanpost.it ha parlato della cessione del quinto inps (ex inpdap), spiegando passo passo la procedura per ottenerne uno. In questo articolo, invece, vedremo solamente cos’è questo tipo di cessione e perché conviene richiederla.

In questo caso, vige sempre la regola che coinvolge anche i lavoratori dipendenti: la rata non deve superare il 20% dello stipendio. Se con i lavoratori l’importo viene trattenuto direttamente dalla busta paga, in questo caso la decurtazione viene fatta direttamente dalla pensione e non viene, quindi, saldata un giorno X del mese, come in qualsiasi altro prestito. 

Se hai la pensione minima, nessun problema. Anche in questo caso, a meno che tu non abbia altre spese da affrontare o altri finanziamenti in corso, puoi comunque ottenere il finanziamento. Ovviamente, la cifra richiesta dovrà essere di lieve entità perché la pensione minima non è esattamente il top per quanto riguarda l’assegno mensile. 

E se sei protestato? Anche qui, nessun impedimento. Proprio questa tipologia di prestiti fa sì che tu non debba avere alcun problema. Sì, perché il vantaggio è che, come abbiamo scritto prima, le rate vengono trattenute alla fonte. 

Il risultato? Che tu puoi avere tutte le pendenze che vuoi, ma alla fine non ci sarà alcun impedimento. Perché, prima di arrivare a te la pensione, ti verrà già decurtato tutto.

Cessione del quinto INPS: alcune cose da sapere

Per l’età, ci sono alcuni paletti da rispettare. Se tu non hai mai avuto problemi di salute gravi, puoi chiedere prestiti fino ai 75 anni. Mentre se in passato sei stato malconcio, quest’età potrebbe abbassarsi e, anzi, non divenire più l’età in cui chiedi il prestito ma l’età in cui devi saldarlo. Praticamente, se hai 65 anni e sei pensionato, non puoi fare una cessione del quinto INPS più lunga di 10 anni.

In ogni caso, però, è obbligatorio stipulare la polizza assicurativa che farà sicuramente alzare il costo accessorio ma, dall’altro, ti permette di far dormire tranquilli i tuoi eredi: se dovessi passare a miglior vita, sarà l’assicurazione a estinguere il debito.

Infine, aspetto scontato ma meglio sempre ribadirlo, l’importo da versare e da richiedere varia in base all’entità della pensione. 

Come richiedere la cessione del quinto INPS

Richiedere la cessione del quinto è relativamente semplice. Perché i documenti da presentare non sono tantissimi, considerando anche che alcuni ce li ha pure l’INPS.

Praticamente, puoi fare la procedura anche direttamente sul sito dell’ente previdenziale e i documenti richiesti sono più o meno i solidi: documenti di identità valido, codice fiscale cedolino della pensione ed estratto conto bancario. 

Se tutto è ok, entro circa 7 giorni sul tuo conto corrente ci saranno i soldi. Se, invece, dovessi avere una risposta negativa allora molto spesso è semplicemente un problema di documenti anche perché è davvero difficile che tu non riesca ad accedere a questa forma di credito.

La richiesta può essere fatta anche offline, anche se qui i tempi potrebbero allungarsi considerando tutte le procedure burocratiche da compiere. Ma ciò non influenza minimamente l’esito del prestito.

Insomma, se sei un pensionato e hai bisogno di liquidità immediata, questa è una grande occasione che non puoi assolutamente perdere. A maggior ragione se non sei troppo anziano.

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Software Scommesse, servono realmente per guadagnare?

Stai cercando il miglior software scommesse? O vuoi capire se un software è realmente importante, quasi fondamentale, per guadagnare con le scommesse sportive? Allora sei nel posto giusto. Qui, infatti, ti daremo alcune dritte sul perché è importante saper usare dei software per le scommesse e, quindi, provare a guadagnare un po’ di soldi.

Fermo restando, però, un aspetto molto importante: tutto ciò che farai nel mondo delle scommesse dipende in gran parte da te. Gli strumenti ti aiutano, certo. Ma l’intuizione, la genialità, il calcolo del rischio dipendono solo ed esclusivamente da come tu intendi giocare.

Detto questo, ecco perché alcuni software sono importanti per guadagnare.

Migliore organizzazione

Non esiste un buon scommettitore che non abbia con sé una buona organizzazione. I più anziani sono legati al foglio e alla penna, quelli di fascia media (a livello di età) utilizzano Excel mentre quelli più smaliziati e giovani si affidano al web.

Alcuni software, infatti, riescono a darti in una sola schermata tutto ciò che ti serve e ti fanno subito il quadro della situazione. Ciò è fondamentale se, magari, utilizzi il Matched Betting. Sarebbe quella tecnica che ti consente di sfruttare i bonus di ingresso delle varie piattaforme di scommesse, in modo da poter vincere senza rischiare nulla.

Cercare a mano richiederebbe un grosso spreco di tempo, mentre se fa tutto il software…beh, puoi immaginare quanto tempo puoi risparmiare.

Statistiche a portata di mano

Hai un mucchio di quaderni in cui segni davvero di tutto? Dalla quantità di gol che segna la squadra X in casa a quanti ne subisce in trasferta, passando per le ultime statistiche inerenti a quello specifico match?

Ecco, a questo punto, comincia già a guadagnare spazio. Perché i software di scommesse ti aiutano anche a trovare con un solo click tutte le statistiche che ti servono. E, ti assicuriamo, puoi trovare davvero di tutto.

Perfino, giusto per dirne una, quante ammonizioni riceve quella squadra ogni volta che scende in campo, quanti calci d’angolo batte in ogni partita e chi è il calciatore che fa più assist. 

Conoscere le statistiche può aiutarti nello scegliere la gara più affine a te e provare a non sbagliare. Fermo restando che, comunque, una partita di qualsiasi sport ha un tasso di imprevedibilità, piccolo o grande che sia.

Suggerimenti utili

Lo sappiamo: uno scommettitore difficilmente accetta suggerimenti. Preferisce, anche se sa di sbagliare fare di testa sua. Ma, in questo caso, ti conviene farti aiutare da un software che setaccia tutte le gare e prova a trovare la combinazione giusta per te.

Attenzione però: non vuol dire che tu debba prendere tutto ciò che ti dice come oro colato. Anzi, può tranquillamente sbagliare poiché lo sport è bello proprio quando sovverte tutti i pronostici. Ma puoi prendere ciò che ti viene segnalato come uno spunto ulteriore per far sì che tu possa comunque scommettere su una partita abbordabile. O, quanto meno, trovare la quota giusta.

Facciamo un esempio: se trovi sul sito X la quota a 2,50 e stai per giocartela ma il software ti segnala che il sito Y la quota a 2,80 – alle medesime condizioni – perché non approfittarne? Magari puoi ritrovarti con un bel bottino che, in altri casi, non avresti raggiunto.

Segnalazioni

In questo caso il software ti segnala anche quelle partite che sono in linea con il tuo modo di giocare. Magari tu cerchi sempre il ‘colpaccio’, cioè puntare poco per vincere tanto. Ecco, il programma può prepararti una schedina proprio il tal senso, senza che tu faccia il minimo sforzo.

Oppure, all’opposto, se preferisci giocare tanto e vincere poco – nel senso, ovviamente, di giocare più partite con quote basse – allora avrai un altro tipo di schedina.

Oltre a ciò, ovviamente, ti segnala anche qualche cambiamento repentino di quota, in modo che tu possa drizzare le antenne per capire se c’è qualcosa che non va. Sei stato tutto il giorno fuori, non hai potuto controllare niente e pensi che quella quota sia molto appetibile. Se, però, il software ti segnala che all’improvviso è controllata e, probabilmente, continuerà a farlo tu ci pensi due volte sopra. O, comunque, cerchi di capire cosa c’è che non va. Risparmiando anche quei soldi che stavi per scommettere.

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Quanto costa noleggiare un Porsche Panamera?

È una delle macchine più lussuose che esistano sul mercato. Almeno per quelle di fascia medio alta: si tratta della Porsche Panamera. Una macchina che fa parte del primo brand che commercializza auto lussuose in Italia. Infatti, è al primo posto tra i brand delle auto più chic che sono state acquistate nel nostro paese. Sappiamo che, ovviamente, il prezzo è molto alto ma guardiamola da un altro punto di vista: quanto costa noleggiare un Porsche Panamera?

Il prezzo, soprattutto per queste tipologie di veicoli, può variare a seconda dei servizi che vengono offerte. Partiamo dalla modalità base. In questo caso, il prezzo del noleggio oscilla tra i 1500 e i 1800 euro al mese (praticamente uno stipendio medio). Però, di solito, c’è un maxi anticipo iniziale che potrebbe frenare alcuni ben intenzionati: infatti, al momento della firma del contratto non è raro pagare sugli 8mila euro per avere questa vettura. 

Certo, si dirà: “Se voglio una Porsche, ho i soldi per permettermela”. Probabilmente è così, però dobbiamo considerare che, comunque, stiamo parlando di un anticipo che è più vicino ai 10mila che ai 5mila euro. Contratti simili generalmente durano 4 anni a 40mila chilometri. Come succede per tutti i noleggi, anche di macchine meno lussuose, vengono compresi alcuni servizi come l’assicurazione Furto e incendio, Kasko e per l’infortunio conducente. Oltre, ovviamente, alla ‘classica’ RCauto. Inoltre, però, macchine simili prevedono anche una manutenzione ordinaria e regolare che il noleggio a lungo termine può e deve prevedere.

Oppure, se vuoi noleggiarla senza versare alcun anticipo, il costo supera tranquillamente i 2mila euro e può oscillare verso i 2500 euro. Può variare la durata dei chilometri – superando anche i 50mila – ma in linea di massima i comfort sono quelli. I prezzi che ti menzioniamo, ovviamente, sono IVA esclusa.

La Porsche Panamera offre, però, una serie di vantaggi proprio per il fatto che sia una macchina lussuosa e gradevole. Le auto, oggi, devono offrire sempre un qualcosa in più perché il Covid19 ha praticamente rivoluzionato il settore, mettendo in crisi anche veri e propri colossi, come Hertz.

Primo punto a favore: il motore è estremamente potente ma profondamente silenzioso e fluido. Non è silenzioso, ovviamente, come una citycar perché sprigiona molta più potenza ma questa coupè a turbodiesel riesce a unire l’esigenza di un mondo più ‘silenzioso’ senza, però, perdere in efficacia.

Il lusso, però, non è soltanto nel motore. Ma anche nel design. Finiture praticamente perfette negli interni, i sedili che sono profondamente comodi e, oltre a ciò, c’è un notevole spazio a disposizione. Bellezza e praticità. Sì, perché questa vettura in strada si presenta molto bene: non è, ovviamente, un SUV e quindi in campagna potrebbe soffrire un po’ ma nel traffico e/o nelle autostrade da quel senso di comfort che sembra quasi che tu non stia guidando.

Al di là, però, del caso specifico, noleggiare una macchina costa, in generale, perfino meno rispetto all’acquisto. Infatti, non devi pensare solo in termini di canone mensile e, quindi, magari se spendi 2mila euro al mese per 4 anni sono 48 mesi che, moltiplicati per i 2mila, divengono quasi 100mila. Ci sono due aspetti da considerare: il primo è che ci sono delle forti detrazioni per chi decide di noleggiare auto. Detrazioni che possono variare dal fatto di essere semplicemente un libero professionista, un’azienda o un dipendente d’impresa che usa quel veicolo per lavori legati all’attività.

Il secondo aspetto da tenere in mente è, invece, che il canone mensile comprende tutto e non solo l’affitto in sé del veicolo. Infatti, come hai potuto vedere nel caso della Porsche Panamera, ci sono alcuni servizi inclusi: dall’assicurazione alla manutenzione, passando per le questioni burocratiche e, in casi specifici, anche per l’assistenza qualora dovessi fare un incidente. Insomma, come hai potuto vedere, noleggiare un veicolo può essere una soluzione perfetta anche per ‘provare’ una nuova macchina e capire se effettivamente è quella giusta per te. Occhio, però. Fai molta attenzione in tal senso. 

Ti consiglio di valutare bene chi vende servizi di NLT (noleggio a lungo termine). Purtroppo online è possibile trovare molti siti “poco affidabili”, quindi è meglio andare sul sicuro e scegliere chi è sul mercato da anni ormai.

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Quali sono i migliori metodi per guadagnare online al 100%?

Sono tanti i casi di persone che, solo online, sono riusciti a trovare un metodo che consenta di portare una bella cifra online. Ce ne sono diverse ma, prima di cominciare, è necessario che tu sappia alcune cose:

  • Non è semplice. Non credere a chi dice che ha guadagnato milioni senza fare nulla. Come tutte le attività, anche offline, c’è bisogno di dedizione, sacrificio e passione.
  • Non vendere sogni. C’è chi, purtroppo, soprattutto in momenti di difficoltà, prova a vendere sogni. Ecco, sappi che non dovrai mai abboccare.
  • Non fare phishing. Il phishing è quella tecnica online per cui, attraverso mail farlocche, vieni a conoscenza delle password e, quindi, ‘ricatti’ le persone.

Andiamo a vedere, invece, qualche metodo lecito.

Affiliate marketing

È un metodo molto comune per guadagnare soldi in base alle vendite. Cosa significa? Se, magari, hai un sito che fa un certo numero di visite, tramite ADS o SEO, puoi fare un articolo in cui parli di un determinato prodotto e, all’interno di esso, ci metti un link che rimandi a quell’ecommerce con cui hai preso accordi.

Su tutti i prodotti che risulteranno venduti grazie al tuo sito, una percentuale andrà a te. Quanto? Dipende da quanto riuscirai a vendere. Può essere 10, 100 o 1000. 

Diventare un punto di riferimento del proprio settore

Premessa: qui ci vogliono mesi, se non anni, di duro lavoro. E vige su una parola ogni assolutamente fondamentale per ogni tipo di business: credibilità.

Magari, ad esempio, sei un esperto di trekking e vuoi condividere le tue esperienze sui social. Hai una certa esperienza e hai una nicchia di persone che ti segue. A questo punto, non devi far altro che provare a monetizzare tutto ciò. Come? Magari organizzando gite di trekking, mettendoti d’accordo con i bar del luogo, consigliando particolari punti specifici.

Ovviamente, qui non devi esagerare: se sei partito sull’affidabilità, non puoi certamente pubblicizzare ogni singola cosa che ti viene proposta. Dovrai fare una selezione perché più post non a tema pubblichi e più i fan i allontaneranno. È un cane che si morde la gola.

Iscriviti in qualche sito per mettere in mostra le tue competenze

Non farai cifre a 4 zeri, forse nemmeno a 3. Però alcuni ‘marketplace di competenze’ potrebbero essere adatti se vuoi mettere in mostra le tue competenze. Facciamo un esempio: sei un grafico che ha bisogno di clienti. Il passaparola non ti basta più e vuoi andare oltre, prendere anche qualche cliente online.

Ci sono numerosi siti che possono permetterti di caricare il tuo portfolio e presentarti. Metti la lista dei tuoi prezzi, cosa sai fare e, quindi, poi vendere ciò che sai fare. Magari da una piccola collaborazione può nascere un grande lavoro. Tentar non nuoce, insomma.

Il matched betting

Sì, non ne hai mai sentito parlare. Ci può stare, è normale. Però è giunto il momento che tu sappia che cosa voglia dire questo termine inglese.

Ci sono molte guide dettagliate a riguardo, come questa, che spiega alla perfezione cos’è il Matched Betting. In poche parole, è una sorta di scommessa ‘a vincita sicura’ che coinvolge più siti di scommesse. Ti sembra un ossimoro ‘scommessa a vincita sicura’? Ecco perché ci siamo spinti così oltre.

Mettiamo che il sito di un’agenzia A offra a tutti gli iscritti un bonus di benvenuto di 10€ mentre l’agenzia B offre un bonus di 5€. E mettiamo che si stia per giocare una partita di tennis, dove sicuramente c’è un vincitore: o perde Tizio o perde Caio. Ecco, tu sul sito dell’agenzia A punti i 10€ sulla vittoria di Tizio mentre sul sito dell’agenzia B punti sulla vittoria di Caio. Comunque vada, hai vinto.

Oppure, se vedi che un sito di scommesse quota la vittoria di uno a 2,40 e la vittoria di un altro a 2,60 tu ‘dividi’ la puntata sui due siti in base a chi dà vincente. Essendo la probabile vincita più del raddoppio, sicuramente porterai qualcosa a casa. 

Dovrai perderci un po’ di tempo per capirne i meccanismi, ‘rischi’ di non vincere grandi cifre ma comunque può essere una seconda entrata che può farti molto comodo. Soprattutto in tempi di crisi economica e sanitaria.

Per fare Matched Betting è fondamentale utilizzare una piattaforma di Trading Sportivo adatta.

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Come fare SEO: guida pratica e semplice per il posizionamento su Google

Se vuoi la classica guida di Google dove ti vengono i vari tecnicismi, sei fuori strada. Non è questo l’approfondimento che fa per te. Abbiamo preferito, infatti, fare un qualcosa di diverso, che non sempre trovi online: tre suggerimenti pratici, che dovrai tenere sempre a mente, per essere sempre all’avanguardia.

Tre ‘stelle polari’ che non devi dimenticare perché basta un attimo che con la SEO sei al top il giorno prima e il giorno dopo ti ritrovi sul fondo. La tecnica, infatti, non è tutto: e non lo diciamo solo noi. Basta farsi un giro sui portali dei migliori SEO in Italia, come Michele Sabatini (https://michelesabatini.it/)

Non guardare solo a Google ma anche all’utente

Sembra un consiglio paradossale ma in realtà non lo è. E ti spieghiamo anche perché

Sì, hai letto bene. Non c’è alcun refuso. Per fare un ottimo lavoro SEO devi guardare anche all’utente. Aggiungiamo, soprattutto all’utente. Il perché? Al di là dei vari aspetti legati alla notorietà del brand e all’affidabilità dello stesso, il motore di ricerca più famoso al mondo e più utilizzato premia un sito che susciti un’ottima reazione.

Con “ottima reazione” si intende, ad esempio, il fatto che la frequenza di rimbalzo deve risultare bassa (la frequenza di rimbalzo è la percentuale di utenti che visitano solo una pagina del sito e poi vanno via) o che le persone debbano stare molto tempo sul sito. O, ancora, lasciare recensioni positive: non soltanto su Google My Business ma anche su Booking, se hai un hotel, o su TripAdvisor, se hai un ristorante.

In generale, un sito ‘chiacchierato’ negativamente può essere mal visto da Google. Un sito che, invece, suscita reazioni positive può essere premiato. I basta come motivazione? ☺

Imparare tutto (o quasi) di Google Analytics

Sì parte tutto dall’analisi delle visite. E lo strumento per eccellenza è Google Analytics

Google Analytics è lo strumento per eccellenza che lo stesso Google mette a disposizione per i webmaster o, comunque, per chi si occupa di SEO. Ovviamente, non si limita soltanto a dirti quante persone in tempo reale stanno navigando sul tuo sito, quante visite hai avuto in un determinato lasso di tempo o a quanto ammonta la frequenza di rimbalzo ma è molto, molto di più.

Non ti staremo, ovviamente, a spiegarti tutto nei dettagli poiché ci vorrebbe praticamente una sezione a parte ma ti diciamo in maniera chiara che per fare SEO è imprescindibile saper usare Google Analytics.

Qualche esempio? Con Google Analytics puoi vedere da dove provengono le tue visite (social network – e anche quale social, perfino Instagram -, organico, a pagamento, referral – cioè da altri siti) e il percorso che fanno per arrivare a quell’obiettivo che tu decidi di impostare (se sei un portale di e-commerce potrebbe essere la pagina di ringraziamento).

Ricorda sempre che un’opinione senza dati resta comunque un’opinione. Ma un’opinione con i dati diventa un fatto. E per avere i dati hai bisogno di Google Analytics.

Aggiornarsi continuamente e non sentirsi mai arrivato 

Se pensi che fare SEO sia un mestiere standard sei fuori strada. Devi sempre aggiornarti. Continuamente

Questo è più un insegnamento d’esperienza. Può capitare, ad esempio (e ce lo auguriamo) che tu ottenga dei risultati strepitosi, prima della media. Mettiamo che tu abbia superato su Google per una determinata keyword quei portali storici che da anni ‘occupavano’ la SERP. Ecco, l’errore che non devi assolutamente fare è quello di sentirti arrivato. Il mestiere di SEO è sempre ‘working in progress’, non si ferma mai. Tutto può cambiare da un giorno all’altro: la tecnica che usavi fino al mese scorso era la migliore mentre oggi non lo è più.

Che fare in quei momenti? Mettersi a studiare, testare, provare. Più pensi di essere arrivato e più la vetta si allontana. Più pensi di aver distanziato la concorrenza e più, invece, la concorrenza si avvicina. Non ti facciamo l’elenco dei portali che da un giorno all’altro, per un semplice cambiamento di algoritmo, si sono ritrovati penalizzati, nella peggiore delle ipotesi, o catapultati nella seconda o terza pagina, nella migliore delle ipotesi. Se non vuoi fare la stessa fine, hai solo un sistema: sapere che non esistono né trucchi né segreti magici. Ma solo formazione, test, prove…ed errori sul campo!

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Fare trading nello sport è possibile?

Si sente spesso parlare di Trading Online, ovvero una forma di guadagno che prevede l’investimento in titoli azionari e la loro vendita, il tutto tramite delle apposite piattaforme che permettono tale procedimento.

Sostanzialmente le fasi di trading risultano, soprattutto per gli appassionati del settore, una soluzione semplice e immediata per fare soldi. Vero è che si tratta di un metodo assolutamente non esente da rischi, un trader esperto deve possedere determinate qualità per poter sfruttare questa soluzione, queste vanno dall’intuito alla perfetta conoscenza delle dinamiche di mercato e dei titoli finanziari che da acquistare.

Il ricavo effettivo è dato dalla differenza tra la vendita e l’acquisto dell’azione, ma per ottenere risultati soddisfacenti bisogna appunto conoscere molto profondamente le oscillazioni del mercato onde evitare una perdita finanziaria, per questo motivo molti trader si affidano a loro volta a delle figure chiamate broker in grado di poter suggerire gli acquisti giusti.

Esiste tuttavia una tipologia di trading decisamente più affascinante e soprattutto alla portata di molte persone, ovvero quello sportivo.

Lo sport, indipendentemente dalle sue molteplici sfaccettature, è una materia conosciuta e seguita da milioni di appassionati in tutto il mondo, che sia calcio, tennis, corse automobilistiche, basket o altro.

Un appassionato di un determinato sport ne è inevitabilmente un conoscitore, in grado di calcolare le varianti che possono determinare un singolo risultato sportivo.

A questo punto potrebbe sembrare che si stia parando di semplici scommesse sportive, invece il trading dello sport è una materia completamente assestante che mette in gioco il funzionamento del classico Forex trading con delle varianti che riescono ad abbinarlo perfettamente all’ambito sportivo. Tutto questo è possibile anche e soprattutto grazie a piattaforme online strutturate a tale scopo come supervantaggio.it.

Come funziona il trading dello sport

Nonostante si tratta sempre di un investimento, il trading dello sport mette in tavola differenze sostanziali che lo avvantaggiano notevolmente rispetto al suo corrispettivo tradizionale.

Prima di tutto, come è stato già accennato, la singola disciplina sportiva è una materia alla portata di tutti e basta esserne appassionati per comprenderne i funzionamenti e i possibili andamenti dei risultati. Questo vantaggio risulta fondamentale poiché il trading sportivo agisce direttamente sulle quote delle scommesse, in parole povere si investe sulla quota sportiva e la si rivende quando si è sicuri di poterci guadagnare.

Questa dinamica ci proietta immediatamente al secondo vantaggio, quello più importante, ovvero la volatilità dell’azione. Con questo termine viene indicata la possibilità di acquistare l’azione della quota sportiva di un determinato match o competizione e di poterla piazzare anche in base all’andamento dell’evento stesso. Praticamente si può rivendere la quota acquistata prima del termine della partita stessa, andando ad annullare l’ansia che emergerebbe se si dovesse aspettare la fine.

A tutti è noto infatti come in alcuni sport specifici, quale per esempio il calcio, l’imprevedibilità è all’ordine del giorno. Questo effettivamente può complicare l’operazione di trading sportivo in quanto l’investimento su una determinata quota potrebbe risultare infruttuoso se l’andamento della partita volge dalla parte sbagliata. Tuttavia il fatto di poter rivendere la propria quota anche durante lo svolgimento della partita stessa riduce notevolmente i rischi di perdita.

Volendo prendere in esame un esempio pratico possiamo presupporre che in una partita di calcio tra Italia e Brasile le quote per le scommesse vedano favorita la vittoria del Brasile.

Prima di procedere con il nostro esempio è importante sapere come guadagna un trader sportivo.

Le quote sportive sono fissate tenendo conto di molteplici parametri che vanno a inficiare sull’oscillazione della quota stessa. I fattori presi in considerazione variano dallo stato di salute di una determinata squadra, dalla formazione, dall’andamento delle partite precedenti, dal’avversario che deve affrontare etc. Sulle due squadre che si affronteranno si avranno dunque due quote, una minore e una maggiore, la squadra ritenuta favorita avrà una quota più bassa in quanto la probabilità di vincita è superiore, viceversa la squadra sfavorita vedrà avvalersi di una quota più alta.

Il trader, esattamente come nelle scommesse tradizionali, guadagna in base alla quota su cui decide di puntare, ma tramite una dinamica differente.

Tornando adesso all’esempio di prima, se il trader vuole puntare su un guadagno maggiore comprerà la quota associata all’Italia in quanto sfavorita. Durante la partita, se l’Italia passa in vantaggio di un paio di gol, entra in gioco l’oscillazione che vedrà la perdita di alcuni punti sulla quota stessa, questo perché l’Italia entra dall’essere sfavorita a favorita nella vittoria. A questo punto il trader deciderà di vendere la quota acquistata, questo perché il suo guadagno corrisponderà alla differenza di quotazione sorta dall’inizio della partita fino al momento della vendita.

Nel caso preso in esame quindi, più scende la quota sull’Italia più la vendita del trading sarà proficua. Risulta fondamentale dunque scegliere il momento giusto per piazzare la vendita.

Bisogna in egual modo tenere in considerazione che se l’andamento del match volge in favore del Brasile, la quota dell’Italia rischia di salire e il trader che ha puntato su di essa non potrà piazzare la sua vendita.

Esattamente per questo motivo gran parte del possibile successo monetario ottenibile grazie alla formula del trading dello sport deriva dall’ottima conoscenza settoriale dell’investitore, unita a un buon fiuto per il risultato.

Il trading dello sport è un settore in forte crescita e questo è il momento giusto per approcciarsene considerando su tutti i vantaggi concessi dalle piattaforme offrono questo servizio. Affidarsi a supporti come supervantaggio.com vi garantirà determinate garanzie in modo da ambientarsi nella maniera più efficace possibile a questo metodo.

Unire passione e guadagno è sicuramente una delle grandi ricerche che le persone intraprendono, se siete tra loro questa è la soluzione giusta.